1. «MUSK LASCERÀ PRESTO IL DOGE» E TESLA TORNA A CRESCERE IN BORSA
Estratto dell’articolo di V. Ma. per il “Corriere della Sera”
ELON MUSK
Donald Trump avrebbe detto ad alcuni stretti alleati e membri dell’amministrazione che Elon Musk lascerà il suo ruolo di «impiegato governativo speciale» nelle prossime settimane. Tre «insider» trumpiani affermano che il presidente è «soddisfatto dei risultati del dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge, ndr )» guidato da Musk, ma «entrambi hanno deciso che sarà presto tempo per lui di tornare ai suoi affari e svolgere un ruolo di supporto».
Lo scrive il sito Politico : le fonti potrebbero essere repubblicani preoccupati per le elezioni di midterm dopo l’esito del voto per la Corte suprema in Wisconsin, dove Musk si era esposto in prima linea, investendo 20 milioni di dollari, consegnando assegni agli elettori e posando sul palco con il cappello a forma di formaggio.
VLADIMIR PUTIN – ELON MUSK – DONALD TRUMP – MEME
Il presidente Trump comunque ne parlava già da un po’. La presenza dell’uomo più ricco del mondo a capo del Doge è stato uno degli aspetti più controversi del secondo mandato di Trump, e ha portato i democratici, divisi e in crisi, a coalizzarsi. Anche l’ala trumpiana nazionalista-populista di Steve Bannon ha espresso dure critiche, mai bloccate dall’amministrazione. Il suo ruolo è sempre stato presentato come temporaneo (130 giorni) ma ultimamente sembrava possibile che venisse esteso.
Di fronte alle accuse della sinistra sui rischi di consentire a un privato un tale accesso a dati sensibili e potere decisionale sui «tagli» alla spesa, tutti gli alleati del presidente hanno sempre difeso pubblicamente le scelte di Musk. E ieri la portavoce della Casa Bianca ha bollato come «spazzatura» lo scoop.
Ma dietro le quinte molti alleati, pur apprezzando i suoi finanziamenti al partito repubblicano, sono consapevoli della difficoltà di gestirlo, con la sua tendenza a non rispettare la catena di comando e a esprimersi direttamente sul suo social X. Dove, ieri, ha definito «fake news» la notizia pubblicata da Politico .
elon musk e donald trump scemo e piu scemo
Già a un incontro di governo del 24 marzo, il presidente aveva annunciato che sarebbe iniziata presto la «transizione» di Musk fuori dall’amministrazione. Subito dopo, davanti ai giornalisti, Trump aveva elogiato il miliardario. E lo stesso avevano fatto i membri del governo — anche quelli che si sono scontrati con lui per averli scavalcati.
«Elon, voglio ringraziarti, so che ne hai passate tante», ha detto Trump alludendo alle minacce di morte e alle auto Tesla vandalizzate. Tesla che ieri, dopo lo scoop, ha ripreso a correre in Borsa: le azioni sono salite del 5,33%, dopo una partenza in rosso per via del calo di vendite nel primo trimestre.
Giovedì scorso, quando Bret Baier di Fox News ha chiesto a Musk se fosse pronto a lasciare il governo, il miliardario ha dichiarato «missione compiuta»: «Gran parte del lavoro per ridurre il deficit di un trilione di dollari è stato fatto». Lunedì sera Trump aveva già detto ai giornalisti che «a un certo punto Elon vorrà tornare alla sua azienda», aggiungendo: «Lo vuole lui, io lo terrei il più possibile». La sconfitta in Wisconsin non fa che confermare che il suo interventismo può essere un problema politico […]
DONALD TRUMP – ELON MUSK
2. “MUSK LASCERÀ IL GOVERNO” UN CASO LE FRASI DI DONALD DOPO LE PROTESTE SUI TAGLI
Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”
https://www.repubblica.it/esteri/2025/04/02/news/musk_trump_governo_usa_lascia-424102206/
[…] Il ruolo di Musk verrà dunque ridimensionato. Sia chiaro, Trump non è affatto scontento delle azioni intraprese dall’amico imprenditore, che tanto spesso gli sussurra all’orecchio. La separazione pare infatti essere cordiale e consensuale. Trump, insomma, non lo sta licenziando.
trump e musk in versione studio ghibli
Semmai lo sta invitando a uscire opportunamente di scena in un momento di particolare nervosismo in casa repubblicana. Dove tanti ormai pensano che l’uomo più ricco del mondo si è spinto troppo in là […].
Nelle ultime settimane Musk è stato d’altronde oggetto di proteste sempre più partecipate, organizzate davanti ai concessionari delle sue auto elettriche Tesla, trasformate nel simbolo di una ricchezza accumulata anche grazie a fondi pubblici ottenuti nella forma di sovvenzioni statali.
Ormai inviso pure all’elettorato repubblicano che non gli ha perdonato, fra gli altri, i tagli al dipartimento degli Affari dei Veterani, i militari a riposo. […]
Dunque, la dinamica del rapporto Trump-Musk sembra mutata rispetto a un mese fa, quando il tycoon diceva dell’amico «è qui per restare ». Ora secondo le fonti di Politico le cose non stanno esattamente così: «Manterrà il ruolo informale di consigliere», dice una. «Chi pensa che scomparirà dall’orbita Trump s’inganna», insiste un’altra.
elon musk donald trump
Tanto più che la sua sarebbe una defenestrazione “da contratto”: in arrivo alla fine del periodo concessogli come dipendente governativo speciale, lo status ritagliato appositamente per lui esonerandolo per 130 giorni dalle regole etiche e di conflitto di interessi cui sono tenuti i funzionari statali. Lo ha implicitamente ammesso pure la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, via X: «Questo scoop è spazzatura.
Musk e Trump hanno sempre detto pubblicamente che Elon lascerà quando avrà completato il suo incredibile lavoro al Doge». Di sicuro le indiscrezioni fanmo bene al titolo Tesla: le cui azioni ieri sono salite del 3,7% a 278 dollari, dopo la partenza in profondo rosso determinata dai dati inforte calo delle vendite nel primo trimestre 2025.
ELON MUSK
3. I CENTO GIORNI DI ELON CHE HANNO SCONVOLTO ANCHE I REPUBBLICANI
Estratto dell’articolo di Gianni Riotta per “la Repubblica”
https://www.repubblica.it/esteri/2025/04/03/news/elon_musk_cento_giorni_politica-424102799/
[…] Gli storici faticheranno a riassumere, e comprendere, i 100 giorni del Musk politico, l’illudersi di trattare l’amministrazione fondata da George Washington nel 1776 come una start up di nerd nella Silicon Valley, tanto che, malgrado la trionfale elezione repubblicana di novembre, da lui finanziata con generosità, il 58% degli americani dichiara di detestare le forbici di Doge e solo il 34% apprezza il pittoresco imprenditore.
elon musk con il figlio x e donald trump 8
Lui non si cura di questi numeri in preda a un entusiasmo messianico corroborato per i detrattori dalle dosi di ketamina e, con il cappello a fetta di gruviera in testa per appoggiare in Wisconsin l’avversario poi battuto da Crawford, con il figlioletto di quattro anni X (battezzato in onore del digital media X, già Twitter) a cavalcioni nello Studio Ovale, definendo online “terrorismo” il rogo delle Tesla a Roma, va avanti irriducibile.
Con quale obiettivo reale non è però facile dire. Presentandosi con la motosega, già icona del populista argentino Javier Milei, per tagliare il welfare state Usa, Musk diverte gli influencer trumpiani, ma spaventa gli elettori, repubblicani inclusi, e un fedelissimo come Joe Rogan lo segnala.
elon musk gioca con le posate 3
E i Pac, i gruppi che raccolgono fondi per il presidente Trump, girano alla Casa Bianca le preoccupazioni per l’attivismo di Musk di tante lobby, agricoltori, manifattura, ricerca. Per non dire degli ambasciatori e delle cancellerie, che in piena notte vengono svegliati dai loro social media manager, colti di sorpresa da Elon che elogia i neonazisti tedeschi Afd, irride il premier britannico laburista Starmer, facendo capoccella a più ripresa nella bonaria politica romana.
Tanti, soprattutto tra gli inamidati columnist liberal, scommettevano sulla precoce rottura della strana coppia Donald-Elon, i due ego più ipertrofici della galassia, ma sono stati delusi. C’è nella psicologia politica della sinistra, non solo americana, l’incapacità di cogliere la virtù postmoderna del Troll, spararle grosse online per poi raccogliere risultati nel rumore di fondo scatenato.
donald trump e elon musk
Quando Trump e Musk parlano di un terzo mandato per il leader repubblicano, incostituzionale, quando invocano la pace in Ucraina in 24 ore, dazi per annichilire nemici e amici, 2.000 miliardi di tagli alla spesa, azzerando istruzione, difesa, sanità e previdenza sociale, i due prestigiatori dell’immagine sanno benissimo che non riusciranno mai a ottenere tutto, ma la reazione forzosa che scatenano negli avversari li rende liberi di dominare la narrativa politica: tecnica clonata dalla premier italiana Meloni sul caso Ventotene, per esempio.
elon musk cerca di non guardare il culo di karoline leavitt 4
Musk lascerà dunque, entro l’estate, il ruolo di ministro ombra, i conti delle aziende languono, serve tornare in ufficio e magari mandare il buon X a scuola. Intanto si è un po’ stufato di Washington, la faida della chat del Pentagono lo rende nervoso sui leaks che potrebbero colpirlo e ha imparato che nello show-business si deve mutar parte in fretta.
Non pensate però di esservi liberati di Elon Musk. Battuto per troppa foga al voto in Wisconsin, sempre attento a non far ingelosire Trump, preoccupato per Tesla, è tuttavia troppo narciso per non riapparire in una nuova veste. C’è già chi a Washington scommette sarà una maschera ben nota nel nostro Paese.
elon musk con il figlio x e donald trump 6
trump musk
DAZIFASCISMO – MEME BY EMILIANO CARLI
donald trump elon musk – intervista doppia a fox news
Musk Trump
ELON MUSK CON IL FIGLIO E DONALD TRUMP NELLO STUDIO OVALE
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elon musk con il figlio x e donald trump 7
donald trump elon musk – intervista doppia a fox news